Castello Reale di Casotto
29/04/2026
A Valcasotto ci sono i tetti in pietra, le balconate in legno e le casette alte di montagna, che si stringono le une sulle altre e si attaccano direttamente all’unica grande via che c’è. Sembra una porzione del Trentino, ma siamo sulla strada che da Pamparato porta a Garessio, pienamente immersi nelle Valli Monregalesi. Il punto di ritrovo nel salottino del paese è la “Locanda del Mulino”, dove il mulino esiste e si usa per davvero. È una tappa per turisti che arrivano anche da tutto il mondo.
Il formaggio d’alpeggio è un qualcosa di unico, c’è spesso dietro una lunga stagionatura in montagna, con la cura instancabile dei mastri stagionatori e con un periodo di “riposo” sulle assi di legno che ne arricchiscono il gusto e la struttura. Non è un caso che il celebre caseificio di Beppino Occelli, originario delle Langhe (e più precisamente di Farigliano), ha fatto di Valcasotto proprio il suo “Borgo dei formaggi”.
Castello Reale di Casotto

Come altri castelli piemontesi anche quello di Casotto ebbe un'origine non militare.
Agli inizi fu infatti una Certosa, la prima in Italia. Venne fondata nel secolo XI, forse dallo stesso San Bruno che veniva dalla Grande Chartreuse presso Grenoble per andare a Roma.
Solo nel 1800, dopo le spoliazioni napoleoniche, fu acquistata dai Savoia e trasformata in castello di caccia.
Una serie di recenti campagne di scavo condotte dall'Università di Torino ha riportato alla luce le fondamenta dell'originaria Certosa e di un successivo ampliamento quattrocentesco.
Fra gli eremiti che costituirono il nucleo originario dei certosini che in principio vivevano in piccole capanne (otto in tutto, da cui forse "case-otto" cioè Casotto) ci fu il beato garessino Guglielmo Fenoglio.
Il castello di Casotto, che fu tra i preferiti del Re Vittorio Emanuele II per le battute di caccia, attualmente è di proprietà della Regione Piemonte.

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