Enrico Colombotto Rosso

09/11/2019

 

Enrico Colombotto Rosso (Torino, 7 dicembre 1925 – Casale Monferrato, 16 aprile 2013) è stato un pittore italiano attivo dagli anni '50.
 
Enrico Colombotto Rosso ha donato parte delle sue opere ad alcuni Comuni del Monferrato.
A Pontestura lascia circa 150 opere ed una parte della collezione di bambole e giocattoli.
Le donazioni del maestro evidenziano il senso di appartenenza al territorio del Monferrato che ha amato e dal quale ancora oggi è ricambiato.
Collezionare per Enrico è una missione, è parte del suo quotidiano, con grande gusto e capacità di disporre gli oggetti come per una scenografica, infatti Enrico lavora molto per il teatro, firma scene e costumi per opere di Jonesco, Wilde ed altri grandi.
Il Comune di Pontestura nel 2018 si premura di mettere in sicurezza le opere donato con un massiccio restauro di tutti i lavori di Enrico. Nel 2020, altro importante opera di restauro: nove chine e nove xilografie, libere dalla consueta biffatura.
A dieci anni dalla scomparsa del maestro prende vita un progetto in rete: "Pontestura, Camino, Conzano e Villanova Monferrato: i paesi del cuori di Colombotto".
Ad ognuno di questi luoghi Enrico lascia in donazione parte del suo patrimonio artistico e proprio per ricambiarlo della sua generosità si organizza una mostra diffusa.
Tra le tante opere, dipinti, disegni, xilografie, chine, Enrico lascia a Pontestura una ricca collezione di bambole.
Le bambole di Enrico prendono vita, raccontano una storia, hanno vissuto con lui.
Così come Pinocchio, personaggio a lui molto caro, nella sua collezione lo ritroviamo infatti di diverse dimensioni e materiali: gomma, plastica e tessuto.
Il giocattolo e quindi il gioco, appartengono ad Enrico: egli era l'esatto contrario del contenuto delle sue opere; egli era giocoso, attivo, tutt'altro che cupo, sempre pronto alla battuta ed alla festa.

 

LA CASA MUSEO ENRICO COLOMBOTTO ROSSO A CAMINO MONFERRATO

Foto

La casa museo di Enrico Colombotto Rosso è un antica casa di campagna che si trova sulla colline del Basso Monferrato e non si distingue dall’esterno verso la strada se non da una testa di cavallo collocata sul grande portale verde.
Varcarne la soglia è come entrare in un posto magico, in un castello abitato da giganti. La casa è divisa in due parti: in un versante c’è l’abitazione e nell’altro lo studio dell’artista e la biblioteca. Nella casa-abitazione è come scendere in un labirinto, un’infilata di camere dentro ad altre camere, scale che salgono e scendono tutte a dislivello. Ogni camera ha un buon numero di dipinti e stampe tratti da libri antichi e non, fotografie, curiosità, ceramiche, scatole con marionette, specchi, marmi, manichini, lampade, oggetti di ogni genere che il maestro Enrico Colombotto Rosso aveva raccolto nel corso della sua vita tra un viaggio e l’ altro: San Francisco, New York, Parigi, Londra e in diverse città spagnole.
E’ la casa che rispecchia l’artista Colombotto Rosso. Tutti gli spazi della casa sono occupati come nella sua pittura: si parte dalla bellezza filiforme del liberty, con fiori e farfalle, e si scenda alla totale decadenza dell’essere umano come i soggetti raffigurati da Colombotto Rosso nei suoi quadri.
È una casa che ha un forte carattere, forse un cattivo carattere, anche se molto accogliente, aspra e gentile, amabile e tenebrosa. Naturalmente non può essere che la casa di un grande artista; l’ atelier non l’ abbiamo ancora aperto perché c’è una parte abitativa composta da 12 camere e una parte occupata dalla Fondazione e la biblioteca. Ci sono tantissimi libri che stiamo raccogliendo, molti sono gli spazi ancora da sistemare per fare diventare l’atelier un elemento importante. Ci sono 6/7000 libri, è un lavoro molto lungo ma spero si vada avanti.
Non ho portato fotografie ma solo questo libro che potete far circolare. La casa è piena di oggetti dell’artista che aiutano a capire la pittura di Colombotto Rosso. Lui negli anni cinquanta, oltre a dipingere, scriveva poesie, piccoli disegni a china, poi è stato coreografo e costumista. Alcuni suoi dipinti compaiono nell’appartemento della sentiva Helga Ullman nel famoso film “Profondo Rosso” del regista Dario Argento.
È una casa, quella di Enrico Colombotto Rosso, molto difficile da visitare perché possono entrare solo 6 persone alla volta, ma l’anno scorso, primo anno di visita, ci sono passate 900 persone.

 Nella casa museo di Colombotto Rosso - Il Piccolo

Dopo aver visitato la casa, chi ha voluto ha seguito un sentiero che porta aPontestura.

News e Stampa | Associazione Il Cemento | Pagina 4

Questa strada diventa sterrata ed è nella zona Ghiaia Grande del Po il percorso è ora alternato da campi e zone boschive con vista sulla sinistra del Po e delle risaie del vercellese , di fronte si può vedere la chiesa di Coniolo sulla cima della collina.
Il sentiero giunge in fondo alla periferia dell'abitato di Pontestura.

 

 

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