Roccaverano

12/06/2024

 

E' un piccolissimo borgo arroccato su un alto colle situato nella Langa Astigiana.

La chiesa di San Giovanni fu l’antica parrocchiale dell’abitato di Roccaverano fintanto che il nuovo insediamento, cresciuto intorno al castello, ne richiese una nuova, edificata nel 1509: San Giovanni divenne così una cappella campestre con funzioni cimiteriali. Dell’edificio romanico restano intatti i primi due ordini del campanile, mentre della fase medievale rimangono gli affreschi e le forme gotiche che lo contraddistinguono. All'interno sono presenti affreschi con Apostoli e scene di vita di San Giovanni. Tutto il ciclo di affreschi risulta essere il più completo e imponente dell'Astigiano, ma non vi si conoscno gli autori. Gli studiosi però sono sicuri si tratti di esponenti della cultura ligure-monregalese di fine quattrocento.

 

 

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La Chiesa di Santa Maria Annunziata si affaccia sulla piazza principale di Roccaverano; si differezia per le sue forme rispetto a quelle presenti in zona.

La chiesa è legata a Bramante, uno dei più importanti artisti del Rinascimento. La sua costruzione si deve a Enrico Bruno, un vescovo nativo di Roccaverano cha a inizio '500 era tesoriere di Papa Giulio II. E' quindi probabile che grazie ai buoni rapporti con l'artista sia riuscito a convincerlo a progettare una chiesa per il suo paese natale.

La mano di Bramante si nota soprattutto per la caratteristica facciata a ordini incrociati. Infatti non si fa fatica a vedere che l'architetto ha sovrapposto una facciata a capanna con un frontone in stile classico.

Al centro di quest'ultimo campeggia, in bassorilievo, a mezzo busto, il Salvatore benedicente contornato da quattro cherubini, dal sole e dalla luna. Un altro elemento ricollegabile a Bramante è anche il fatto che la chiesa originariamente fosse a pianta centrale, uno degli elementi su cui si basarono i suoi studi. La pianta attuale infatti si deve al fatto che nell'800 venne leggermente modificata con la costruzione di un profondo coro absidato sulla parete opposta alla facciata. L'interno si caratterizza anche per la cupola centrale che poggia su quattro massicci pilastri in pietra.

 

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Roccaverano si sviluppa attorno alla piazza principale, dove si trovano i resti del castello e della grande torre circolare. Del Castello rimane soltanto il muro che occupa quasi interamente un lato della piazza. Qui si notano tre bifore ad arco acuto (con una colonnina centrale e una cornice in pietra) e delle feritoie, che indicano la funzione prettamente militare.

Molto più interessante e attrattiva è la torre. Questa è alta più di 30 metri, ha una circonfereenza di oltre 26 metri ed è costruita, come il castello, in pietra arenaria. La sua struttura solida e imponente era un punto di riferimento per i territori circostanti e un grande baluardo difensivo in caso di attacco 

 

Roccaverano, S.M. Annunziata, Pza Barbero (At) - Immagine di Castello e  Torre di Roccaverano - Tripadvisor

 

 Allontanandosi qualche centinaio di metri da Roccaverano si trova la Torre di Vengore. Questa svetta isolata sulla cima di un colle e rappresenta la tipica torre di avvistamento in cui è facile imbattersi nella Langa Astigiana. 

Dalla sua cima infatti si poteva controllare facilmente la Valle Bormida di Spigno e l'Acquese. Oggi invece è meta di chi ama i panorami mozzafiato, soprattutto sullo stesso borgo di Roccaverano.

Legata alla Torre di Vengore c'è una curiosa leggenda sulla sua costruzione che vede protagonisti alcuni abitanti roccaveranesi un po' troppo avidi. Infatti secondo la leggenda avrebbero costruito la torre per eguagliare la potenza del re. Quindi una volta innalzata cominciarono a gridare 'Vengo Re, Vengo Re!' da cui deriverebbe il nome Vengore. La storia si conclude, come nll'episodio biblico della torre di Babele, con una punizione divina che comportò che la torre rimase lì, in mezzo alla campagna, maestosa e inutilizzata.

 

ROCCAVERANO - Giro in mongolfiera

 

Abbiamo visitato poi un'azienda agricola, dove c'erano delle caprette. Le caprette di Roccaverano, sono allevate tra pascoli incontaminati, in modo naturale e sostenibile, donando un latte prezioso da cui nasce la Robiola di Roccaverano: un formaggio autentico.

Le capre “della robiola” in mostra a Roccaverano - La Stampa

 

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